Luigi Bonotto, partita a scacchi con l'arte

La Stampa, mercoledì 26 marzo 2014

AUDIOGUIDA

di Elena Masuelli

Un antico telaio di legno e la testa di cavallo di marmo bianco di Yoko Ono accolgono chi arriva nell'impresa tessile di Luigi Bonotto a Molvena, piccolo borgo vicentino trasformato in centro d'arte internazionale grazie alla sua collezione, tra le più importanti raccolte di opere e documenti Fluxus e di Poesia sperimentale. Alla Pinacoteca Agnelli di Torino ha raccontato ieri come è nata, instaurando dagli anni Sessanta un rapporto di stima e amicizia con gli artisti (ricorda spesso una partita a scacchi con Marcel Duchamp). Li ha ospitati e poi collezionati, per puro piacere: «L'arte ha avuto un ruolo fondamentale nella mia vita. Gli incontri fatti mi hanno trasmesso libertà di pensiero e capacità di mettersi ogni giorno in discussione; un approccio a cui ho tenuto fede anche per il mio lavoro».
Tutto, nella sua fabbrica e nella sua casa, parla dell'«imprenditore e frequentatore di artisti», come ama definirsi: il tavolo ritratto di Milan Knizak, l'interpretazione del Buon Pastore di Daniel Spoerri, il totem di Nam June Paik, una parete firmata da Ben Vautier.
Cresciuto fra telai e opere, figlio di un produttore di cappelli di paglia che gli ha permesso di viaggiare e conoscere Vedova, Burri, Fontana e Christo, ha trasformato l'azienda di famiglia in manifattura tessile, facendola crescere insieme con la passione per l'arte contemporanea, più innovativa e radicale.
La Fondazione Bonotto ha catalogato 12 mila file relativi a installazioni, documenti, audio, video, manifesti, riviste di 80 artisti Fluxus, come John Cage, Joseph Beuys, George Maciunas e George Brecht, e di 120 poeti sperimentali. Incompiuti, bozzetti e manoscritti, materiale unico, affidatogli o a lui dedicato: ritratti, performance, libri-oggetto di Dick Higgins, Sergio Cena, Luciano Caruso. Il domani è nell'ex macello di Bassano del Grappa che sarà sede della Fondazione, con spazi espositivi, biblioteca e un'abitazione laboratorio a disposizione degli ospiti per i loro progetti creativi. Con i capelli canuti coltiva un sogno: «Lavorare con i giovani, artisti e curatori, che mi insegnino a guardare ancora al futuro».

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